Cari saluti e buona lettura!!

Cari tutti,

abbiamo concluso un anno difficile, molte persone hanno sofferto, molti progetti non sono stati effettuati…molte domande sono rimaste.

Con la speranza di poter presto ricominciare vi propongo delle letture:

una è sul sto del nostro sponsor del concorso La Mongolfiera:

https://www.megliounlibro.it/progetti-lettura-la-mongolfiera-2019

 

altre sono consigli per il passaggio dalla prima  alla seconda media:

  • Andrew Clements, “Il club dei perdenti”, Rizzoli
  • Jules Verne, “Viaggio al centro della terra”, Classici Junior, illustrato da Visintin
  • Rob Buyea, Il maestro nuovo, Best Bur

dalla seconda alla terza:

  • Davide Morosinotto, “Il rinomato catalogo Walker &Dawn”, Mondadori
  • Lauren Wolk, “L’anno in cui imparai a raccontare storie”, Salani Editore
  • Luigi Garlando, “Per questo mi chiamo Giovanni”, Best Bur
  • John Grisham, Theodore Boone mistero in aula, Mondadori (Giallo)
  • Francesco d’Adamo, Storia di Iqbal, Einaudi ragazzi
  • Mark Twain, “Uno yankee alla corte di re Artù” , Gallucci

e… per chi ha finito la terza media:

  • Katherine Paterson, La mia rivoluzione, Mondadori
  • Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura, Universale Economica Feltrinelli (Lettori+)
  • Daniele Nicastro, Serie: ‘Semplicemente Eroi’, Un immigrato da medaglia, Einaudi ragazzi
  • Viviana Mazza, Storia di Malala, Oscar Mondadori
  • Tommaso Percivale, Il caso dei sessantasei secondi, Mondadori (Giallo)
  • Hernest Hemingway, Il vecchio e il mare, Oscar Junior.

Un caro saluto a tutti! La BibliotecAscoli

Il labrinto dei libri parlanti

Il labirinto dei libri parlanti

Articolo di Giorgia Mecca su “Buone notizie” 19 novembre 2019

 

Cosa sono i libri parlanti?

Sono libri di filastrocche, pagine di racconti in dialetto letti da chi il dialetto lo conosce e non vuole che scompaia, registrati e conservati.

Un famoso linguista un certo Tullio De Mauro ha donato circa 5.000 volumi alla sede della “Rete italiana di cultura popolare” riconosciuta dal Ministero per i beni culturali e per il turismo come ben inalienabile.

“Tra le opere che fanno parte del fondo Tullio De Mauro, oltre a quelle in attesa di catalogazione, si possono consultare saggi di linguistica, etnologia, glottologia e storia locale. E poi una copia del Settecento della Gierusalemme Libberata in napoletano, La Bibbia in dialetto friulano, un dizionario Italiano-Piemontese, la Divina Commedia in tutte le lingue d’Italia, documenti sulle minoranze linguistiche, manoscritti di poeti minori, e soprattutto libri sui dialetti. De Mauro la chiamava la lingua degli affetti quella dei padri e dei nonni, non minoritaria, piuttosto intima, il lessico che arriva in soccorso quando l’italiano non è sufficiente, un patrimonio da conservare a futura memoria.”

La nostra curiosità aumenta. Sicuramente il dialetto è una lingua che ci lega agli affetti, che ci fa sorridere, i comici la utilizzano per questo, ma il fatto che il dialetto traduca i classici ci dice che il dialetto è un bene culturale da proteggere.

Tullio De Mauro aveva avuto anche l’idea di registrare la voce di chi leggeva in dialetto per archiviarla e creare una mappa regionale dei dialetti da custodire.

Ognuno di noi ha piacere di sentire un testo una poesia una preghiera nella propria lingua o dialetto perché, come dice De Mauro, è la lingua dei nostri affetti.

[Chi era Tullio De Mauro?

Tullio De Mauro è stato un linguista e accademico italiano, Ministro della Pubblica istruzione dal 2000 al 2001.]